Edizione Internazionale 2006

Sistemi Territoriali spa

Il Biotreno

Per l’esempio concreto di mobilità sostenibile

Sistemi Territoriali spa
Gianmichele Gambato, Presidente
Prog. Ing. Bruno Caleo
Coldiretti Veneto

“LISCIO COME L’OLIO IL VIAGGIO DEL PRIMO TRENO ITALIANO A GIRASOLE”
21 MAGGIO 2006 - Sarà ricordato come il primo treno italiano alimentato a OLIO DI GIRASOLE quello che oggi sulla linea ferroviaria che collega Oriago (Ve) a Pontelongo (Pd) ha percorso senza intoppi i 25 km.

Il biotreno è arrivato a fine corsa, nel piazzale antistante lo storico zuccherifico della cittadina della saccisica, in perfetto orario e si fermato davanti alle presse del girasole e alla “stazione di rifornimento” volante approntata per l’occasione sul piazzale: il serbatoio a bordo del treno è stato riempito con l’olio identico a quello ottenuto sul posto dalla spremitura.
“È un in’iniziativa senza precedenti che segna un prima e un dopo nel mondo dei biocarburanti nel nostro paese” commenta Davide Sabbadin, responsabile regionale energia di Legambiente “per la prima volta abbiamo dimostrato come sia facile, economico e quasi banale portare i biocarburanti nella quotidianità delle persone, attraverso un mezzo ecologico e familiare quale il treno.
Inquinamento atmosferico, approvigionamento energetico e trasporto pubblico trovano una sintesi in questa iniziativa. Ci aspettiamo che la Regione, competente nelle tre materie, dia un fattivo contributo allo sviluppo dell’iniziativa, per fare in modo che a breve “la vaca mora” possa correre stabilmente solo con olio vegetale ricavato dai campi veneti”
Alla cerimonia era presente anche Elsa Bigai, direttore regionale veneto di Coldiretti , che ha fortemente sostenuto l’iniziativa appoggiandola fin dall’inizio e ha fornito il carburante: “siamo contenti che dopo il trattore e il motoscafo, un altro mezzo di locomozione abbia dimostrato la fattibilità tecnica dell’impiego dei biocarburanti italiani. Per fare andare questa linea ferroviaria tutto l’anno con olio vegetale” continua Elsa Bigai “bastano 770 ettari: ce ne sono già oggi molti di più coltivati a girasole nella nostra regione: si tratta di fare filiera e organizzare il conferimento e, soprattutto, di superare le difficoltà tributarie che ostacolano la piena liberizzazione dell’uso di questi carburanti.”
Anche Sistemi Territoriali Spa, l’azienda che gestisce la linea ed è proprietaria del treno ha aderito con convinzione all’iniziativa, dichiarandosi disposta a lavorare perchè questa sperimentazione possa diventare una realtà continuativa e un esempio per le ferrovie nel nostro paese “L’evento di oggi è importante perché rafforza il ruolo positivo del trasporto pubblico locale in quest’area“ commenta Gianmichele Gambato, presidente della Società “evidenziandone il carattere di rispetto dell’ambiente e di rapporto con il territorio; Auspichiamo di poter presto passare a biocarburanti le nostre motrici, ma per fare questo abbiamo bisogno di verificare la fattibilità tecnica e soprattutto portare il biocarburante al costo attuale del gasolio, attraverso una politica fiscale che ci aiuti. Su questo speriamo che la regione e il governo possano adoperarsi positivamente”.
Coldiretti e Legambiente hanno poi presentato una scheda dei benefici ambientali dell’impiego dell’olio vegetale nella linea in questione, e a livello nazionale (allegata). Spicca la piena biodegradabilità del carburante (in soli 21 giorni) l’assoluta mancanza di inquinanti solforosi, il forte abbattimento di PM10, polveri e fumi, il bilancio neutro nelle emissioni di CO2.
Proprio il mancato aumento della CO2 è il motivo di maggiore spinta secondo Legambiente “con l’Italia in ritardo del 18% rispetto agli obiettivi del protocollo di Kyoto” ha concluso Sabbadin “è importante che anche il settore trasporti, da sempre il più difficile da controllare, dia il suo contributo per contrastare l’effetto serra e raggiungere gli obiettivi prefissati: i biocarburanti sono una stradamaestra in questo senso”.
     

BREVE NOTA SUI VANTAGGI AMBIENTALI DEL BIOTRENO
Il treno oggetto della sperimentazione, una Aln 663, consuma mediamente 0,7 litri di gasolio per un chilometro.
In questo caso, compiendo il tragitto Oriago - Pontelongo consuma 25 x 2 x 0,7= 35 litri di gasolio.
Sostituendo il gasolio con l'olio vegetale con un coefficiente di 1,1 (cioè ci vuole il 10% in più di olio per ottenere lo stesso risultato del gasolio) abbiamo un consumo stimato di 38,5 litri di olio di colza/girasole.
Le emissioni di pm10 del diesel sono pari a 700 milligrammi per ogni km
Le emissioni di pm10 dell'olio di girasole sono inferiori del 40% ca.
Mediamente in un viaggio questo treno ha risparmiato l'equivalente dell'emissione di PM10 di 14,000 auto EURO 4 che compiono lo stesso tragittoi (40% di (700 x 50km =35,000 mg) di PM10, pari a 14,000 mg)
Le emissioni di ossidi di azoto (Nox) sono sostanzialmente identiche, mentre le emissioni di anidride solforosa e altri ossidi di zolfo (Sox), sono abbattute del 99%, essendo l'olio vegetale praticamente privo di questo elemento.
Il carburante vegetale soprattutto, è neutro dal punto di vista delle emissioni di CO2, il principale gas colpevole dell'effetto serra: la pianta di girasole, infatti, assorbe CO2 crescendo e la rilascia quando viene bruciato l'olio. Se avessimo usato il diesel per questo viaggio avremmo emesso circa 15 kg di CO2. In un anno, calcolando che la linea ha un consumo annuo di circa 700.000 litri di gasolio, si potrebbe passare dall'emissione di 300,000 kg di Co2 a zero, se adottasse il carburantevegetale.
Inoltre il carburante vegetale pur presentando una maggiore viscosità del carburante fossile, che comporta la necessità soprattutto in inverno di preriscaldarlo per renderlo più fluido, ha un maggiore contenuto di ossigeno e questo migliora la combustione diminuendo la percentuale di materia incombusta presente negli scarichi e la fumosità, di circa il 30%.
Per ultimo, l'olio vegetale non è inflammabile (il punto di infiammabilità è vicino ai 300°c, quindi è molto meno pericolo da immagazzinare e gestire e, cosa non trascurabile, non emette cattivi odori. Si pensi a cosa può voler dire questo nelle stazioni dove i treni diesel sono la maggioranza e sono costretti a tenere i motori accesi anche sul binario, in attesa della partenza: chi non si è trovato in questa sgradevole situazione almeno una volta?
l girasole inoltre è una pianta molto più utile al terreno di molte coltivazioni tipiche venete: usato nei terreni a riposo, ha la caratteristica di arricchire il terreno e richiedere poche cure e poca acqua.
I resti della spremitura dell'olio, poi, sono utilizzati come mangime per gli animali da allevamento, fornendo un ottimo integratore proteico e contribuendo a rendere economicamente realizzabile la produzione.
(parte della pianta invece, viene lasciata sul terreno per arricchirlo ulteriormente di sostanza organica)
QUADRO NAZIONALE
In Italia si consumano ogni anno più di 100.000 tonnellate di gasolio per trazione per uso ferroviario. Molte linee diesel interessano città venete e capoluoghi importanti del nostro paese: sono a gasolio i treni che percorrono la ferrovia che da Padova porta a Feltre, Belluno e Calalzo, così come quelli che da Padova e Venezia raggiungono Trento attraverso la lunga linea della Valsugana.
A gasolio vanno inoltre i treni tra Rovigo e Chioggia ma anche quelli che dal capoluogo polesano raggiungono Verona via Legnago e quelli che uniscono Vicenza con Schio.
In Italia i treni diesel servono molti capoluoghi di provincia: Ferrara, Potenza, Ascoli Piceno, Siena, Caltanissetta, Macerata, L'’Aquila. Sono solo alcuni dei capoluoghi italiani raggiungibili attraverso i treni diesel, a volte esclusivamente attraverso tali treni (è il caso di Ascoli Piceno e Macerata, ad esempio)
La rete ferroviaria italiana, infatti è composta da 16,000 km di binari, dei quali solo 2/3 sono elettrificati. Nel restante terzo, circolano un grande numero di treni diesel. Si tratta soprattutto di linee secondarie, ma non solo. È da considerare che intere aree del paese, come la Sicilia meridionale e centrale o il Salento sono interamente consegnati al trasporto diesel.
Tanto per fare dei numeri, il principale vettore ferroviario italiano, Trenitalia, possiede 735 treni diesel Aln, Ln (fonte Rapporto Ambientale 2005 Trenitalia) il cui consumo non è dissimile da quello del Biotreno. A queste si aggiungono le locomotive diesel, 384.
Complessivamente la sola Trenitalia consuma ogni anno 112.000 tonn di gasolio, corrispondenti a circa 123.200 tonn di olio vegetale in termini di rendimento prestazionale.
Sapendo che un ettaro di girasole mediamente fornisce 1200 kg di olio combustibile, ne risulta che basterebbero circa 103.000 ettari di girasole per soddisfare la domanda di carburante diesel per trazione ferroviaria con olio vegetale; si tratta di una superficie notevole, ma le superfici agrarie disponibili nel nostro paese stanno aumentando, per effetto dell'abbandono di altre colture: se si considera che nella sola Sicilia ogni anno si abbandona la coltivazione di circa 30,000 ettari di grano duro, lasciandoli prevalentemente incolti, è facile capire che le colture energetiche da cui ricavare biocarburanti (non girasole, nel caso siciliano, ma sicuramente la colza) possono trovare un adeguato spazio nella politica agraria italiana.
Inoltre solo per effetto della legge 81/2006, che disciplina l'impiego dei biocarburanti per trazione, Coldiretti stima che verranno coltivati a colture energetiche nel 2006 almeno 273.000 ettari nel nostro paese, che diventeranno 1.400.000 nel 2010, il che comporterà una maggiore popolarità di questo tipo di colture e un'infrastrutturazione (presse, consorzi, strutture per la trasformazione dell'olio in biodiesel, depositi, intermediari commerciali ecc) che contribuiranno a creare un mercato concorrenziale con una stabilizzazione dei prezzi, a fronte di un costo crescente dei carburanti fossili.



Allegati al progetto:
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