Rassegna stampa - Sisma centro Italia 2016 04-04-2017

Cowboy del terremoto

CASTELLUCCIO (Norcia) - Ha resistito fino al 20 dicembre. Per quasi quattro mesi, da quel 24 agosto in cui la terra ha tremato tra Umbria e Marche, è rimasto l'unico abitante di Castelluccio di Norcia. Emiliano Brandimarte ha deciso di restare nonostante il paese fosse un cumulo di macerie: unica compagnia, gli alpini che presidiano il borgo ormai abbandonato e i suoi 40 cavalli. Anzi finora era rimasto lassù proprio per loro.

"Quegli animali sono la mia vita" confessa Emiliano, occhi allegri incorniciati da una severa barba nera che lo fa sembrare più adulto dei suoi 28 anni. Fa l'allevatore e nei mesi più caldi porta i turisti a scoprire la piana di Castelluccio e il Parco dei Monti Sibillini in sella ai suoi agili Haflinger. O meglio portava: il terremoto ha cambiato abitudini e priorità. La terribile scossa del 30 ottobre, quella che ha spaccato a metà il Monte Vettore, ha poi dato il colpo di grazia: il paese è zona rossa, le strade per accedervi sembrano bombardate, poco alla volta tutti hanno lasciato. Ma Emiliano ha deciso di non abbandonare i suoi cavalli e il suo Sibillini Ranch, si è attrezzato un container in quella che una volta era la piazza del paese: letti a castello, una cucina a gas, scorte di acqua e cibo.
Come ogni anno però, prima di Natale e della neve che rende impraticabili i pascoli e che può persino trasformarsi in una trappola per i cavalli, ha dovuto lasciare il suo paese per portare la mandria a valle. La notte nella piana di Castelluccio, quella che in primavera si esibisce nello spettacolo multicolore della fioritura, in questi giorni raggiunge temperature siberiane, quindici gradi sottozero. All'alba il pelo delle groppe dei cavalli è bianco e rigido come i fili d'erba del prato che brucano. "Tra pochi giorni la neve coprirà tutto. Per gli animali sarebbe davvero dura rimanere qui" spiega Emiliano. "Ecco perché li porto a valle".

Ma quella del 2016 è una transumanza particolare. "Il terremoto ha complicato anche questo" continua Emiliano. "La strada verso Norcia è inagibile e persino passare nei boschi è quasi impossibile: ci sono massi che hanno chiuso i passaggi e frane che hanno inghiottito interi sentieri". E così il giovane allevatore ha chiesto aiuto a un gruppo di "cowboy" suoi amici. Sono arrivati dal Piemonte in cinque per accompagnare il branco verso valle: "Emiliano l'abbiamo conosciuto nei campi che organizziamo d'estate nella piana di Castelluccio. Lui e i suoi cavalli sono nostri amici, non potevamo non dargli una mano" dice Andrea Mischianti, che con la moglie Natalia Estrada è l'anima di Ranch Academy. Ed eccoli al lavoro per radunare i quaranta animali che hanno passato la loro ultima notte sui prati gelati della piana a 1450 metri di quota.

Nella notte il tempo è girato al brutto. Dopo giorni di sole e cieli tersi, una bufera di vento e pioggia ha messo in forse tutta l'operazione ghiacciando e rendendo scivolosi il terreno, le rocce e anche l'asfalto, il poco rimasto su strade crivellate da uno stillicidio di scosse e frane. Emiliano vuole partire lo stesso e il branco sembra averlo capito. Le fattrici e i puledri sollevano il muso da terra, drizzano le orecchie e guardano sospettosi i mandriani che si stanno avvicinando. Poi partono al galoppo nella pianura. I cavalli più anziani hanno partecipato ad altre transumanze e sanno di dover imboccare il sentiero in fondo alla valle di Castelluccio.

"Non lì, spingeteli da questa parte" urla Emiliano indicando la strada asfaltata per Norcia. "I cavalli sono abituati a fare il tratturo" spiega "ma quest'anno è impossibile affrontarlo con tutto il branco, si sono creati burroni dove prima non c'erano e quelle nuvole basse sulle cime dei monti che dovremo scavallare annullano la visibilità. Troppo pericoloso". Meglio affrontare la strada. Ma i cavalli non ne vogliono sapere, nonostante i cowboy galoppino al loro fianco per incanalarli sulla provinciale ed Emiliano guidi la corsa tirandosi dietro la matriarca della mandria: in una frazione di secondo, uno, due tre, quattro animali piegano a destra tirandosi dietro il resto del branco. Tutto da rifare.

Con pazienza uomini e donne a cavallo radunano nuovamente la mandria e ci riprovano. Al secondo tentativo funziona, i quaranta cavalli cominciano a salire sulla strada. Emiliano e i suoi mettono in pratica una tecnica affinata in millenni di pastorizia e transumanze: quattro cavalieri in testa a fare da tappo per evitare fughe in avanti, qualcuno sui lati per impedire che puledri troppo intraprendenti si avventurino giù nella scarpata, gli altri in coda a spingere gli esemplari più pigri.

Anche gli animali sembrano impressionati dalle ferite inferte dal terremoto a questo pezzo d'Italia. Guardano con sospetto i massi precipitati sulla strada, i mucchi di pietre che neppure le robuste reti di contenimento sono riuscite a trattenere, le voragini che hanno inghiottito interi guardrail. Mentre si scende a valle un vento violentissimo fa oscillare le querce in alto, alcune di loro sono l'ultimo baluardo contro massi in bilico, pronti a precipitare. I mandriani danno uno sguardo in su, poi abbassano la tesa del cappello per ripararsi dalla pioggia gelida. Meglio non pensare a quello che potrebbe accadere.

Dopo tre ore e mezza e 25 chilometri, i cavalli sono al sicuro nei recinti alle porte di Norcia. Emiliano è finalmente sereno, tutto è andato bene. "Con i cavalli non si può mai dire, soprattutto se ci sono raffiche di vento come quelle di oggi e continue scosse di terremoto". L'ultima, una 3.2 in tarda mattinata. Mille metri più in alto, la notte scende su Castelluccio, paese fantasma, al buio e senza più abitanti ora che Emiliano ha abbandonato il container in piazza. Rimangono solo gli alpini a fare la guardia 24 ore su 24.

"Se la prefettura ce lo chiede, siamo pronti a garantire il servizio" spiega il colonnello Ruggero Cucchini. "Certo si dovrà valutare il rapporto costi benefici: con la neve, il ghiaccio e le strade difficili da pulire perché dissestate, arrivare qui può essere complicato anche per i nostri militari". Uno di loro, tre volte in Afghanistan, sa già che passerà a Castelluccio con un collega la notte di Natale. "Non è detto che non li raggiunga" confessa Emiliano Brandimarte. "In questi mesi ci siamo fatti compagnia. Anche se non ci sono più i miei cavalli, potrei tornare al mio paese e festeggiare con loro".

 
 

100% rinnovabili ora! - Francesca Sartogo
 
 
banner eurosolar
spazio banner

NEWS dal Web
Repubblica.it » ambiente

Le acque dello specchio che cinquant'anni fa era tra i più grandi del mondo oggi sono solo un ricordo dei più anziani. Uno dei peggiori disastri ambientale...


L'azienda del popolare gioco crea una turbina eolica di mattoncini alta 6,5 metri, da Guinness dei primati


NEWS dal Web
Legambiente.it


EUROSOLAR BulgariaEUROSOLAR Česká republikaEUROSOLAR DanmarkEUROSOLAR EspanaEUROSOLAR FranceEUROSOLAR LuxembourgEUROSOLAR ÖsterreichEUROSOLAR TürkiyeEUROSOLAR UKaltre sezioni EUROSOLAR...

Display Pagerank      © Eurosolar Italia 2008 - 2012 | webmaster: EOF