Rassegna stampa - Energie rinnovabili 22-06-2010

La scommessa verde oltre la crisi

Sul presente e sul futuro prossimo della Puglia, come delle altre regioni italiane, incombe il peso dei tagli annunciati e per certi versi minacciati dal governo. Ma qui più che altrove, la manovra rischia di invertire una tendenza positiva che aveva caratterizzato gli ultimi anni del bilancio. Nel balletto delle cifre stimate dai funzionari messi al lavoro dal presidente Nichi Vendola, si parla di centinaia di milioni in meno rispetto allo scorso anno: quasi 370. Una brusca frenata che può compromettere non solo lo sviluppo dell' economia, ma anche il mantenimento degli attuali livelli: dal welfare ai cantieri, dai trasporti locali all' assistenza delle fasce più deboli, dalla cultura alla tutela dell' ambiente. L' immagine che si trae dagli ultimi mesi di guerra dei trasferimenti StatoRegione è quella di una amministrazione alla quale Roma ha consegnato una pistola con un colpo solo in canna. O come ha sintetizzato il governatore Vendola, «siamo diventati i curatori fallimentari della nostra regione». Per la verità il presidente della giunta ha anche, fra i primi, parlato di «macelleria sociale», come conseguenza dei tagli preparati dal ministero di Tremonti. Quella che è stata definita una manovra «classista» mette in ginocchio un' economia che stava imparando a camminare con le proprie gambe. E se appena appena spostiamo lo sguardo dall' oggi all' orizzonte prossimo futuro (così come facciamo nelle pagine del Forum dedicato allo scenario dei prossimi cinque anni) ci accorgiamo che incombe un altro macigno, la fine dei fondi strutturali europei, che dal 2013 non arriveranno più. Cosa succederà in una situazione di crisi e senza più aiuti? I nostri imprenditori, seppur consapevoli della delicatezza della fase, esprimono un cauto ottimismo a patto che si avviino delle riforme strutturali capaci di bilanciare la caporetto dei tagli. La giunta Vendola, riconfermata da un anno dopo un primo mandato, ha tracciato le sue linee programmatiche in maniera precisa: ha investito nella cultura, nel turismo, nella formazione giovanile e soprattutto in quella che ormai viene definita la green economy. In particolare l' energia pulita come settore di investimento non è una stravaganza di un governatore di sinistra, ma un' esigenza riconosciuta a livello mondiale e, appena qualche giorno fa, ribadita dal presidente americano Obama. E qui in Puglia, negli ultimi anni, si è puntato parecchio sulle rinnovabili, fino a diventare leader in Italia nella produzione di energia eolica e fotovoltaica. Vendola e la sua squadra non ignorano i rischi di questa invasione di pale e pannelli solari che ormai caratterizzano il paesaggio dal Gargano al Salento. Del resto una parte degli ambientalisti segnalano il pericolo di sostituire gli ulivi secolari con queste moderne installazioni di specchi, che nate per gli ampi e disabitati spazi del deserto, occupano ormai massicciamente ampi spazi di campagna. Non solo. Il business verde attira massicce offensive da parte di speculatori che attraverso fondi d' investimento internazionali puntano a sfruttare l' occasione dei contributi previsti dalla Ue. E come spesso accade, nell' affare si tuffa la criminalità organizzata che, secondo indagini in corso, si è già pesantemente infiltrata nelle società che impiantano pannelli e pale. Tanto che l' amministrazione ha posto recentemente uno stop alle aziende del settore, bloccando però di fatto anche chi aveva lecitamente ottenuto l' autorizzazione a costruire. Un bel problema quello del blocco dei permessi sottolineato dallo stesso presidente della Confindustria di Bari, Alessandro Laterza, che invoca la certezza delle regole da parte della pubblica amministrazione come base minima per realizzare gli investimenti industriali in un settore in pieno boom. Intanto, nei giorni scorsi, sia l' Istituto pugliese per le ricerche economiche e sociali (Ipres) sia Bankitalia hanno lanciato un allarme univoco su quella che sembra essere l' emergenza più calda, ovvero l' occupazione. In particolare i ricercatori di Via Nazionale hanno evidenziato come qui l' occupazione sia calata in un anno del 3,8 per cento, a fronte di un 1,2 a livello nazionale. E per di più, in Puglia cresce il dato relativo ai giovani e ai laureati in particolare. I soli due settori che tirano il fiato sono il turismo e l' export. E l' unico elemento di ottimismo viene dal primo trimestre del 2010, un periodo in cui viene registrato un miglioramento del clima di fiducia delle imprese. Gli asset del futuro economico della Puglia passano infine per le infrastrutture e per gli aeroporti in particolare: i dati degli scali parlano di incrementi interessanti, sia per quanto riguarda il traffico business che turistico. Del resto arrivando al Woytjla di Bari non si può non notare il livello europeo di una struttura all' avanguardia, trampolino di lancio della Regione in una prospettiva di sviluppo che guarda sempre più al bacino del Mediterraneo, l' unico che nel futuro potrà consentire alla Puglia di giocare il ruolo che merita.

Allegati:
La Repubblica, Rapporto Puglia
 
 

100% rinnovabili ora! - Francesca Sartogo
 
 
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