Rassegna stampa - Energie rinnovabili 17-06-2010

"Business verde", la sfida vincente della banca


L' imperativo ambientale sta dettando tempi e modi di una nuova rivoluzione industriale, ma nessun settore economico può permettersi di restare con le mani in mano. Anche il terziario vuole fare dunque la sua parte, a cominciare dal mondo del credito, dove gli istituti più consapevoli dell' ineluttabilità e delle opportunità offerte dalla sfida del business "verde" hanno intrapreso un percorso di profondo rinnovamento nell' organizzazione del lavoro, nell' offerta ai clienti e nel rapporto con il territorio. E' il caso della Banca Popolare di Milano che, forte della sua lunga esperienza nel non profit, a partire dal 2008 ha messo in campo un ambizioso piano organico di "green banking". «Siamo una banca e dunque non rientriamo a pieno titolo tra le aziende industriali e produttive», spiega Giovanni Pipi Direttore Divisione Commerciale Bpm. «I nostri "impianti" - sottolinea - non hanno ciminiere e sarebbe assai facile nascondere gli effetti del nostro lavoro. Siamo invece consapevoli che anche l' attività bancaria genera un' impronta ambientale e, per questo, abbiamo scelto di ridurla. Per comprendere le dimensioni e le difficoltà che comporta una simile sfida, basti pensare ai mutamenti che hanno investito il mondo del credito negli ultimi venti anni. Ci si rende conto di quanto possano essere aumentati, per esempio, i consumi energetici, indispensabili per "far funzionare" le nostre agenzie. Ma anche per permettere agli "uomini e alle donne" della banca di raggiungere ogni giorno il proprio posto di lavoro, non sempre vicino al luogo in cui vivono. Oppure al consumo di materiali e al relativo smaltimento di rifiuti, a volte non riciclabili». Il progetto "green banking" è articolato in un ampio ventaglio di iniziative per portare al minimo l' impatto ambientale del gruppo Bipiemme intervenendo innanzitutto sulla riduzione dei consumi energetici. «Già da alcuni anni tutte le ristrutturazioni effettuate presso il nostro patrimonio immobiliare - precisa Giovanni Pipi - vengono eseguite nel rispetto dell' ambiente e del risparmio energetico, ma ora abbiamo iniziato a monitorare con attenzione ogni nostro consumo e a valutare le conseguenze ambientali di ogni nostra pratica». Il cento per cento dell' elettricità utilizzata è certificata quindi come prodotta da fonti rinnovabili, così come è di provenienza ecocompatibile il materiale di cancelleria impiegato nelle agenzie, dalla carta agli inchiostri per le stampanti. Ma non è tutto: persino quello che può apparire come un dettaglio, la produzione delle carte di credito e dei bancomat, è realizzata con speciali materiali plastici completamente riciclabili. Lì dove i margini di sostenibilità ed efficienza energetica si esauriscono, l' ambizione di essere una banca "verde" è inseguita invece con pratiche di compensazione delle emissioni di gas serra. «Fiore all' occhiello di questa prima fase del percorso - ricorda ancora Giovanni Pipi - è il "Bosco Bpm", un' ampia area del Parco Nord Milano riforestata dalla banca, quale simbolo delle diverse iniziative di compensazione. Una scelta, quella del Parco Nord, che ci permette di dare una testimonianza concreta del nostro impegno per la tutela dell' ambiente». Del tutto originale è poi lo sforzo del gruppo di far diventare questa trasformazione una "rivoluzione dal basso", coinvolgendo i dipendenti nel raggiungimento degli obiettivi. Il primo passo è stato il lancio del concorso "Idee in gioco" per raccogliere suggerimenti di buone pratiche e segnalazioni di "falle" nella tenuta ambientale dell' azienda da parte di chi è quotidianamente alle prese con le procedure lavorative ed è in grado quindi di capire meglio di qualsiasi consulente esterno dove è possibile intervenire per eliminare difetti e storture. La fase successiva sarà invece quella di offrire ai dipendenti corsi di preparazione ambientali. «Nel momento in cui ci presentiamo ai nostri clienti come banca dalla forte vocazione verde - sottolinea Pipi - vogliamo che il nostro personale sia credibile, non vogliamo minimamente alimentare dubbi che tutto questo impegno possa essere semplicemente frutto di "green washing", facile pubblicità ottenuta sfruttando il richiamo ambientalista». Il gruppo Bipiemme è convinto inoltre di poter rientrare, nel giro di circa cinque anni, di buona parte dei fondi investiti nel progetto "green banking" grazie agli effetti benefici sui costi energetici, consolidando anche il rapporto di fiducia e collaborazione con i clienti. A conferma che le politiche ambientali sono ormai sempre più dettate dal portafoglio oltre che dal cuore. «Siamo un' impresa - conclude Giovanni Pipi - e la nostra sopravvivenza è determinata dalla capacità di produrre profitto. In questo non siamo molto diversi dalle imprese che hanno contribuito all' accelerazione dello sviluppo economico. Ma siamo anche una banca "popolare" e "cooperativa". Significa che partecipiamo alla vita e al lavoro delle persone che fanno parte del territorio in cui svolgiamo la nostra attività. Ne condividiamo valori e interessi. Cultura, solidarietà, ricerca scientifica, sport, istruzione, sanità, ambiente rappresentano le aree di espressione valoriale e di promozione sociale che nel tempo abbiamo contribuito a promuovere. Iniziative del territorio per il territorio».

 
 

100% rinnovabili ora! - Francesca Sartogo
 
 
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