News - Edilizia ed efficienza energetica 18-11-2008

L’alta efficienza energetica è diventata la parola d’ordine per chi compra casa

Ormai non è più solo un motivo ecologico a far crescere l’attenzione verso le case a basso consumo energetico e a basso impatto ambientale. Con l’ombra della crisi che si allunga sul futuro, comprare un’abitazione capace di far scendere la bolletta energetica e riempirla con elettrodomestici e sistemi di illuminazione ad alta efficienza appare come una delle forme più oculate di investimento. Anche perché le offerte si moltiplicano.
L’ultima prova sulla convenienza dell’operazione efficienza è venuta da uno studio di ristrutturazione su 60 condomini sparsi in tutta Italia effettuata dallo studio Cremonesi. L’intervento è stato basato sulla sostituzione della vecchia caldaia con una caldaia a condensazione, con il passaggio al metano per chi utilizzava ancora l’olio combustibile e con le valvole termostatiche applicate a ogni termosifone, in modo da poter regolare il calore stanza per stanza pagando solo quello effettivamente consumato e utilizzando l’efficienza dell’impianto centralizzato (decisamente superiore rispetto alla piccola caldaia familiare).
Il costo per famiglia è stato in media di 5.700 euro: una cifra che con le detrazioni fiscali si dimezza abbondantemente e viene recuperata, grazie al risparmio in bolletta, nel giro di 5 anni. Per i 60 condomini il vantaggio ambientale è stato di 1,4 tonnellate di anidride carbonica evitata: se gli 8 milioni di edifici con impianti centralizzati applicassero questa ricetta, si otterrebbe un risparmio di CO2 pari a 186 mila tonnellate l’anno.
Meglio ancora, naturalmente, sarebbe applicare i principi dell’efficienza al momento della costruzione. Lo ha fatto, anticipando l’indirizzo della legge Bersani, la Provincia autonoma di Bolzano che dal gennaio 2005 per i nuovi appartamenti richiede una delle tre "classi energetiche" corrispondenti alla quantità di energia necessaria per mantenere una temperatura interna di 20 gradi: si va dai 5069 chilowattora per metro quadro della classe C, ai 3049 chilowattora della classe B, fino ai 1029 chilowattora della classe A (tra 1 e 9 chilowattora per metro quadro c’è la classe Gold, o casa passiva).
Avendo calcolato che per produrre 10 chilowattora di energia serve un litro di gasolio (o, in alternativa, un metro cubo di metano), nel Sud Tirolo si arriva perciò a concedere — per fare un esempio — l’etichetta di "casa da 7 litri" all’anno ad appartamenti di 100 metri quadrati il cui progetto di costruzione rispetti le regole della coibentazione, dell’orientamento corretto e dell’isolamento termico che permettono di rientrare in quel limite. Per avere il marchio Casaclima bisogna rientrare almeno nella classe B, classe diventata tra l’altro, dallo scorso maggio, lo standard minimo accettato nel comune di Bolzano.
Ma, mentre fino a qualche anno fa, l’attenzione all’efficienza e alla bioclimatica era soprattutto concentrata in Trentino Alto Adige, oggi il filone del risparmio ha generato iniziative sparse lungo tutta la penisola. A Milano è sorto Cerchi nel Grano, un centro specializzato nell’energy building, che dedica 2500 metri a percorsi interattivi, creati con il supporto di esperti internazionali, dove poter trovare e conoscere i materiali della bioedilizia, gli impianti, le finiture, gli arredi e i complementi eco sostenibili: non uno show room o una semplice esposizione di oggetti e materiali sostenibili, ma un centro didattico e interattivo, dove gli elementi di una costruzione vengono mostrati al visitatore nelle diverse fasi della lavorazione.
Nelle Marche è nata una casa ad emissioni zero: la Leaf House, un edificio di sei appartamenti che vive come una foglia, che verrà abitato e che fungerà anche da laboratorio di tecnologia, di misura e di lifestyle sostenibile. La sua esposizione a sud permette il massimo sfruttamento dell’energia del sole e il miglior utilizzo dei pannelli solari termici e fotovoltaici. L’energia in eccesso viene immagazzinata grazie ad un sistema di accumulo Enel, basato sulla creazione di una scorta di idrogeno e la successiva produzione di elettricità con celle a combustibile. Le soluzioni di building automation permettono di gestire tutti gli impianti in modo semplice e funzionale. La climatizzazione è basata su una pompa di calore geotermica e su sistemi distribuiti di deumidificazione. Le acque meteoriche vengono recuperate e riutilizzate, per scopi irrigui e scarichi. L’isolamento acustico è garantito fino a 43 decibel.
In Emilia Romagna, la multi utility Hera ForlìCesena ha deciso di utilizzare i motori a gas Jenbacher di GE Energy per l’attivazione di un nuovo impianto di cogenerazione che userà gas ricavati dai residui della depurazione delle acque per produrre elettricità ed energia termica presso una centrale di trattamento delle acque a Forlì: è uno dei pochi impianti per la generazione di energia da biogas applicato alla depurazione delle acque presenti in Italia. Il progetto ha come obiettivo ridurre i costi energetici dell’impianto di trattamento attraverso l’utilizzo di una fonte disponibile di energia rinnovabile a supporto delle attuali priorità ambientali ed energetiche del Paese. Di conseguenza, l’iniziativa può entrare a far parte del sistema italiano dei Certificati Verdi, che supporta la produzione di energia rinnovabile.
Risparmio energetico, economico e riduzione delle emissioni i tre punti alla base del progetto di teleriscaldamento nella città di Borgaro Torinese, nato dall’iniziativa di Cogenpower, che ha comportato un investimento di circa 8 milioni di euro: 4.500 cittadini hanno aderito al teleriscaldamento, una percentuale del 95 per cento. Il risparmio annuale sulla bolletta sarà pari al 20 per cento per una cifra di circa 550 mila euro. L’opera ha creato un indotto alle aziende locali di oltre 5 milioni di euro, creando 100 posti di lavoro.

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